Azione Metodologico Didattica

La scuola si pone come obiettivo primario, quello di creare “un ambiente” di apprendimento che dia vita a “una comunità di discenti e docenti impegnati collettivamente nell’analisi e nell’approfondimento di oggetti di studio e nella costruzione di saperi condivisi” (dalla “Sintesi dei lavori della commissione dei saggi”. R. Maragliano).

Per tali principi, condivisi da tutti i docenti dell’Istituto, lo “studente si trova al centro dell’attività didattica” sia come componente di una comunità, sia come persona che richiede attenzione.

L’azione metodologico-didattica dell’Istituto prevede una intensa attività, con il coinvolgimento di tutto il personale docente, per la definizione di percorsi formativi che tengano conto delle esigenze del territorio, dei traguardi di apprendimento attesi e fissati dalle Linee Guida, dei bisogni degli alunni e dei loro genitori.

 

L’insegnante progetta interventi didattici attraverso i quali ogni alunno possa conseguire:

  • il pieno sviluppo delle potenzialità individuali, nel rispetto della propria identità personale, culturale e sociale, stili di apprendimento e attitudini;
  • il successo scolastico e diventare autonomo, responsabile e solidale in ogni contesto personale e/sociale in cui si troverà ad agire.

 

Pertanto la progettazione prevede:

  • la scelta dei contenuti diretta allo sviluppo di competenze.
  • l’applicazione della flessibilità.
  • la definizione della stessa finalizzata alla formazione umana, culturale e professionale dell’allievo.

INDICE

Cap. 1

L’azione metodologica didattica

1.1

Generalità

3

1.2

Identità degli Istituti tecnici e professionali

4

1.3

Istituti professionali

5

1.4

Area di istruzione generale

5

1.5

Area istruzione professionale

6

1.6

Istituto tecnico settore Agraria

8

1.7

Area di istruzione generale

9

1.8

Area di istruzione tecnica

10

1.9

Articolazione dell’azione didattica nelle sedi

11

1.10

Progettare per competenze

12

1.11

Progettazione per competenze nelle classi del biennio

13

1.12

Progettazione per competenza nel secondo biennio e quinto anno

15

1.13

Percorsi di qualifica di IeFP

17

Cap2

Metodologia, verifica e valutazione

2.1

Strategie metodologiche

21

2.2

Verifica e valutazione

23

2.3

Prove di ingresso

23

2.4

Verifica e tipologia delle prove

23

2.5

Valutazione

24

2.6

Modalità di valutazione

24

2.7

Azioni di recupero

25

ALLEGATI

N.1

Discipline afferenti agli Assi Culturali

N.2

Griglia di valutazione cognitiva

N.4

Griglia di valutazione infraquadrimestrale

N.6

Griglia di valutazione per l’attribuzione del credito scolastico

N.7

Griglia di valutazione del comportamento

Capitolo 1 – L’AZIONE METODOLOGICO DIDATTICA

1.1 Generalità

La scuola si pone come obiettivo primario, quello di creare “un ambiente” di apprendimento che dia vita a “una comunità di discenti e docenti impegnati collettivamente nell’analisi e nell’approfondimento di oggetti di studio e nella costruzione di saperi condivisi” (dalla “Sintesi dei lavori della commissione dei saggi”. R. Maragliano).

Per tali principi, condivisi da tutti i docenti dell’Istituto, lo “studente si trova al centro dell’attività didattica” sia come componente di una comunità, sia come persona che richiede attenzione.

L’azione metodologico-didattica dell’Istituto prevede una intensa attività, con il coinvolgimento di tutto il personale docente, per la definizione di percorsi formativi che tengano conto delle esigenze del territorio, dei traguardi di apprendimento attesi e fissati dalle Linee Guida, dei bisogni degli alunni e dei loro genitori.

L’insegnante progetta interventi didattici inclusivi attraverso i quali ogni alunno possa conseguire:

  • il pieno sviluppo delle potenzialità individuali, nel rispetto della propria identità personale, culturale e sociale, stili di apprendimento e attitudini;

  • il successo scolastico e diventare autonomo, responsabile e solidale in ogni contesto personale e/sociale in cui si troverà ad agire.

Pertanto la progettazione prevede:

  • la scelta dei contenuti diretta allo sviluppo di competenze.

  • l’applicazione della flessibilità.

  • la definizione della stessa finalizzata alla formazione umana, culturale e professionale dell’allievo.

1.2 IDENTITÀ DEGLI ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI

L’identità degli istituti tecnici è connotata da una solida base culturale a carattere scientifico e tecnologico in linea con le indicazioni dell’Unione europea. I percorsi si articolano in istruzione generale e aree di indirizzo. Le competenze, abilità e conoscenze fanno riferimento anche al Quadro europeo delle qualifiche. I risultati attesi a conclusione del percorso quinquennale consentono agli studenti di inserirsi direttamente nel mondo del lavoro, di accedere all’università, al sistema dell’istruzione e formazione tecnica superiore.

******

L’identità degli istituti professionali si caratterizza per una solida base di istruzione generale e tecnico-professionale, che consente agli studenti di sviluppare, in una dimensione operativa, saperi e competenze necessari per rispondere alle esigenze formative del settore produttivo di riferimento, considerato nella sua dimensione sistemica per un rapido inserimento nel mondo del lavoro e per l’accesso all’università e all’istruzione e formazione tecnica superiore. Tre parole chiave sintetizzano i riferimenti progettuali che articolano l’azione didatta metodologica e che rispondono ad una pluralità di bisogni: menti d’opera, professionalità e laboratorialità.

La loro finalità, come recita il comma 4 dell’art.1 del D.L.13 aprile 2017, n.61, è quella di “formare gli studenti ad arti, mestieri e professioni strategici per l’economia del Paese per un saper fare di qualità comunemente denominato «Made in Italy», nonché di garantire che le competenze acquisite nei percorsi di istruzione professionale consentano una facile transizione nel mondo del lavoro e delle professioni”.

I percorsi dell’istruzione professionale sono stati soggetti a modifiche con la Legge 13 luglio 2015, n. 107 Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti che ne ha dettato i principi per la revisione, apportando una serie di novità in ambito organizzativo, didattico e nel raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale.

I punti fondamentali del riordino sono:

  • la personalizzazione del percorso di apprendimento, attraverso l’elaborazione del

Progetto Formativo Individuale e l’organizzazione del sistema tutoriale, al fine di sostenere gli studenti nel loro percorso formativo;

  • la progettazione interdisciplinare dei percorsi didattici caratterizzanti i diversi assi

culturali e la conseguente organizzazione didattica per Unità di Apprendimento;

  • la possibilità di attivare percorsi di alternanza scuola-lavoro a partire dalla seconda classe del biennio.

1.3 ISTITUTI PROFESSIONALI: IPSEOA - IPSASR

I percorsi diurni degli istituti professionali sono articolati in due bienni e un quinto anno.

Il primo biennio è finalizzato al raggiungimento dei saperi e delle competenze relativi agli assi culturali dell’obbligo di istruzione.

Il secondo biennio, è articolato in due distinte annualità al fine di consentire un raccordo con i percorsi di istruzione e formazione professionale.

Il quinto anno è finalizzato al raggiungimento di adeguate competenze professionali di settore, idonee sia all’inserimento diretto nel mondo del lavoro, sia al proseguimento degli studi.

I percorsi serali per studenti adulti-lavoratori sono articolati in tre periodi didattici.

Il primo periodo didattico è finalizzato all’acquisizione della certificazione necessaria per l’ammissione al secondo biennio, in relazione all’indirizzo scelto dallo studente.

Il secondo periodo didattico è finalizzato all’acquisizione della certificazione necessaria per l’ammissione all’ultimo anno, in relazione all’indirizzo scelto dallo studente.

Il terzo periodo didattico è finalizzato all’acquisizione del diploma, in relazione all’indirizzo scelto dallo studente.

1.4 AREA DI ISTRUZIONE GENERALE

  • Risultati di apprendimento, della nuova istruzione professionale, conseguiti a conclusione del quinquennio contenuti nell’Allegato 1 del Decreto 24 maggio 2018, n. 92.

  1. Agire in riferimento ad un sistema di valori, coerenti con i principi della Costituzione, in base ai quali essere in grado di valutare fatti e orientare i propri comportamenti personali, sociali e professionali.

  2. Utilizzare il patrimonio lessicale ed espressivo della lingua italiana secondo le esigenze comunicative nei vari contesti: sociali, culturali, scientifici, economici, tecnologici e professionali.

  3. Riconoscere gli aspetti geografici, ecologici, territoriali, dell’ambiente naturale ed antropico, le connessioni con le strutture demografiche, economiche, sociali, culturali e le trasformazioni intervenute nel corso del tempo.

  4. Stabilire collegamenti tra le tradizioni culturali locali, nazionali ed internazionali, sia in una prospettiva interculturale sia ai fini della mobilità di studio e di lavoro.

  5. Utilizzare i linguaggi settoriali delle lingue straniere previste dai percorsi di studio per interagire in diversi ambiti e contesti di studio e di lavoro.

  1. Riconoscere il valore e le potenzialità dei beni artistici e ambientali.

  2. Individuare ed utilizzare le moderne forme di comunicazione visiva e multimediale, anche con riferimento alle strategie espressive e agli strumenti tecnici della comunicazione in rete.

  3. Utilizzare le reti e gli strumenti informatici nelle attività di studio, ricerca e approfondimento.

  4. Riconoscere i principali aspetti comunicativi, culturali e relazionali dell’espressività corporea ed esercitare in modo efficace la pratica sportiva per il benessere individuale e collettivo.

  5. Comprendere e utilizzare i principali concetti relativi all'economia, all'organizzazione, allo svolgimento dei processi produttivi e dei servizi.

  6. Padroneggiare l'uso di strumenti tecnologici con particolare attenzione alla sicurezza e alla tutela della salute nei luoghi di vita e di lavoro, alla tutela della persona, dell'ambiente e del territorio.

  7. Utilizzare i concetti e i fondamentali strumenti degli assi culturali per comprendere la realtà ed operare in campi applicativi.

1.5 AREA DI ISTRUZIONE PROFESSIONALE

Indirizzo “Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera”

Il Decreto Legislativo n.61 del 13 aprile 2017 di cui l’Articolo 3, comma 1, lettera g definisce il nuovo Profilo d’uscita del diplomato caratterizzato da un insieme compiuto e riconoscibile di competenze valide e spendibili nei contesti lavorativi del settore economico-professionale correlato.

Il Diplomato in Enogastronomia e ospitalità alberghiera acquisisce specifiche competenze tecnico pratiche, organizzative e gestionali nell’intero ciclo di produzione, erogazione e commercializzazione della filiera dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera. Nell’ambito degli specifici settori di riferimento delle aziende turistico-ristorative, opera curando i rapporti con il cliente, intervenendo nella produzione, promozione e vendita dei prodotti e dei servizi, valorizzando le risorse enogastronomiche secondo gli aspetti culturali e artistici e del Made in Italy in relazione al territorio.

A conclusione del percorso quinquennale, il Diplomato consegue i risultati di apprendimento di seguito specificati in termini di competenze:

  1. Utilizzare tecniche tradizionali e innovative di lavorazione, di organizzazione, di commercializzazione dei servizi e dei prodotti enogastronomici, ristorativi e di accoglienza turistico-alberghiera, promuovendo le nuove tendenze alimentari ed enogastronomiche.

  2. Supportare la pianificazione e la gestione dei processi di approvvigionamento, di produzione e di vendita in un’ottica di qualità e di sviluppo della cultura dell’innovazione

  3. Applicare correttamente il sistema HACCP, la normativa sulla sicurezza e sulla salute nei luoghi di lavoro

  4. Predisporre prodotti, servizi e menù coerenti con il contesto e le esigenze della clientela (anche in relazione a specifici regimi dietetici e stili alimentari), perseguendo obiettivi di qualità, redditività e favorendo la diffusione di abitudini e stili di vita sostenibili e equilibrati

  5. Valorizzare l’elaborazione e la presentazione di prodotti dolciari e di panificazione locali, nazionali e internazionali utilizzando tecniche tradizionali e innovative

  6. Curare tutte le fasi del ciclo cliente nel contesto professionale, applicando le tecniche di comunicazione più idonee ed efficaci nel rispetto delle diverse culture, delle prescrizioni religiose e delle specifiche esigenze dietetiche.

  7. Progettare, anche con tecnologie digitali, eventi enogastronomici e culturali che valorizzino il patrimonio delle tradizioni e delle tipicità locali, nazionali anche in contesti internazionali per la promozione del Made in Italy.

  8. Realizzare pacchetti di offerta turistica integrata con i principi dell’eco sostenibilità ambientale, promuovendo la vendita dei servizi e dei prodotti coerenti con il contesto territoriale, utilizzando il web.

  9. Gestire tutte le fasi del ciclo cliente applicando le più idonee tecniche professionali di Hospitality Management, rapportandosi con le altre aree aziendali, in un’ottica di comunicazione ed efficienza aziendale

  10. Supportare le attività di budgeting-reporting aziendale e collaborare alla definizione delle strategie di Revenue Management, perseguendo obiettivi di redditività attraverso opportune azioni di marketing.

  11. Contribuire alle strategie di Destination Marketing attraverso la promozione dei beni culturali e ambientali, delle tipicità enogastronomiche, delle attrazioni, degli eventi e delle manifestazioni, per veicolare un'immagine riconoscibile e rappresentativa del territorio.

Indirizzo: Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale



Il Decreto Legislativo n.61 del 13 aprile 2017 di cui l’Articolo 3, comma 1, lettera a definisce il nuovo Profilo d’uscita del diplomato caratterizzato da un insieme compiuto e riconoscibile di competenze valide e spendibili nei contesti lavorativi del settore economico-professionale correlato.

Il Diplomato di istruzione professionale, nell’indirizzo “Agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane”, possiede competenze relative alla produzione, valorizzazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, agroindustriali e forestali offrendo anche servizi contestualizzati rispetto alle esigenze dei singoli settori. Interviene, inoltre, nella gestione dei sistemi di allevamento e acquacoltura e nei processi produttivi delle filiere selvicolturali.

A conclusione del percorso quinquennale, il Diplomato consegue i risultati di apprendimento di seguito specificati in termini di competenze:

  1. Gestire soluzioni tecniche di produzione e trasformazione, idonee a conferire ai prodotti i caratteri di qualità previsti dalle normative nazionali e comunitarie.

  2. Gestire sistemi di allevamento e di acquacoltura, garantendo il benessere animale e la qualità delle produzioni.

  3. Gestire i processi produttivi delle filiere selvicolturali progettando semplici interventi nel rispetto della biodiversità e delle risorse naturalistiche e paesaggistiche.

  4. Supportare il processo di controllo della sicurezza, della qualità, della tracciabilità e tipicità delle produzioni agro-alimentari e forestali.

  5. Descrivere e rappresentare le caratteristiche ambientali e agro produttive di un territorio, anche attraverso l’utilizzo e la realizzazione di mappe tematiche e di sistemi informativi computerizzati.

  6. Intervenire nei processi per la salvaguardia e il ripristino della biodiversità, per la conservazione e il potenziamento di parchi, di aree protette e ricreative, per la prevenzione del degrado ambientale e per la realizzazione di strutture a difesa delle zone a rischio, eseguendo semplici interventi di sistemazione idraulico-agroforestale.

  7. Collaborare alla gestione di progetti di valorizzazione energetica e agronomica delle biomasse di provenienza agroforestale, zootecnica e agroindustriale relativi piani di assestamento.

  8. Gestire i reflui zootecnici e agroalimentari, applicando tecnologie innovative per la salvaguardia ambientale.

  9. Gestire attività di progettazione e direzione delle opere di miglioramento e trasformazione fondiaria in ambito agrario e forestale, attuando sistemi di analisi di efficienza tecnico economica aziendale, interagendo con gli enti territoriali e coadiuvando i singoli produttori nell’elaborazione di semplici piani di miglioramento fondiario e di sviluppo rurale.

  10. Individuare e attuare processi di integrazione di diverse tipologie di prodotti per la valorizzazione delle filiere agroalimentari e forestali, gestendo attività di promozione e marketing dei prodotti agricoli, agroindustriali, silvo-pastorali, dei servizi multifunzionali e realizzando progetti per lo sviluppo rurale.

1.6 ISTITUTO TECNICO SETTORE AGRARIA, AGROALIMENTARE E AGROINDUSTRIA

Il percorso dell’Istituto tecnico agrario è articolato in due bienni e un quinto anno.

Il primo biennio è finalizzato al raggiungimento dei saperi e delle competenze relativi agli assi culturali dell’obbligo di istruzione.

Il secondo biennio è finalizzato al consolidamento delle basi scientifiche ed alla comprensione dei principi tecnici necessari per l'interpretazione di problemi ambientali e dei processi produttivi integrati.

Il quinto anno è finalizzato all'affinamento della preparazione culturale, tecnica e professionale che fornisce allo studente gli strumenti idonei ad affrontare le scelte per il proprio futuro di studio o di lavoro. In una prospettiva curricolare il secondo biennio e il quinto anno viene inteso come un percorso unitario di “costruzione e consolidamento delle competenze di profilo”.

1.7 AREA DI ISTRUZIONE GENERALE

Risultati di apprendimento degli insegnamenti comuni agli indirizzi del settore tecnologico

A conclusione del percorso quinquennale, il Diplomato consegue i risultati di apprendimento, di seguito specificati in termini di competenze.

  • Valutare fatti ed orientare i propri comportamenti in base ad un sistema di valori coerenti con i principi della Costituzione e con le carte internazionali dei diritti umani.

  • Utilizzare il patrimonio lessicale ed espressivo della lingua italiana secondo le esigenze comunicative nei vari contesti: sociali, culturali, scientifici, economici, tecnologici.

  • Stabilire collegamenti tra le tradizioni culturali locali, nazionali ed internazionali, sia in prospettiva interculturale sia ai fini della mobilità di studio e di lavoro.

  • Utilizzare gli strumenti culturali e metodologici per porsi con atteggiamento razionale, critico e responsabile di fronte alla realtà, ai suoi fenomeni, ai suoi problemi, anche ai fini dell’apprendimento permanente.

  • Riconoscere gli aspetti geografici, ecologici, territoriali dell’ambiente naturale ed antropico, le connessioni con le strutture demografiche, economiche, sociali, culturali e le trasformazioni intervenute nel corso del tempo.

  • Riconoscere il valore e le potenzialità dei beni artistici e ambientali, per una loro corretta fruizione e valorizzazione.

  • Utilizzare e produrre strumenti di comunicazione visiva e multimediale, anche con riferimento alle strategie espressive e agli strumenti tecnici della comunicazione in rete.

  • Padroneggiare la lingua inglese e, ove prevista, un’altra lingua comunitaria per scopi comunicativi e utilizzare i linguaggi settoriali relativi ai percorsi di studio, per interagire in diversi ambiti e contesti professionali, al livello B2 del quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER).

  • Riconoscere gli aspetti comunicativi, culturali e relazionali dell’espressività corporea e l’importanza che riveste la pratica dell’attività motorio-sportiva per il benessere individuale e collettivo.

  • Utilizzare il linguaggio e i metodi propri della matematica per organizzare e valutare adeguatamente informazioni qualitative e quantitative.

  • Utilizzare le strategie del pensiero razionale negli aspetti dialettici e algoritmici per affrontare situazioni problematiche, elaborando opportune soluzioni.

  • Utilizzare i concetti e i modelli delle scienze sperimentali per investigare fenomeni sociali e naturali e per interpretare dati.

  • Utilizzare le reti e gli strumenti informatici nelle attività di studio, ricerca e approfondimento disciplinare.

  • Analizzare il valore, i limiti e i rischi delle varie soluzioni tecniche per la vita sociale e culturale con particolare attenzione alla sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro, alla tutela della persona, dell’ambiente e del territorio.

  • Utilizzare i principali concetti relativi all’economia e all’organizzazione dei processi produttivi e dei servizi.

  • Correlare la conoscenza storica generale agli sviluppi delle scienze, delle tecnologie e delle tecniche negli specifici campi professionali di riferimento.

  • Identificare e applicare le metodologie e le tecniche della gestione per progetti.

  • Redigere relazioni tecniche e documentare le attività individuali e di gruppo relative a situazioni professionali.

  • Individuare e utilizzare gli strumenti di comunicazione e di team working più appropriati per intervenire nei contesti organizzativi e professionali di riferimento.



1.8 AREA DI ISTRUZIONE TECNICA



Indirizzo Agraria, Agroalimentare e Agroindustria

Il Diplomato ha competenze nel campo dell’organizzazione e della gestione delle attività produttive, trasformative e valorizzative del settore, con attenzione alla qualità dei prodotti ed al rispetto dell’ambiente; interviene, altresì, in aspetti relativi alla gestione del territorio, con specifico riguardo agli equilibri ambientali e a quelli idrogeologici e paesaggistici.

In particolare, è in grado di:

  • collaborare alla realizzazione di processi produttivi ecosostenibili, vegetali e animali, applicando i risultati delle ricerche più avanzate;

  • controllare la qualità delle produzioni sotto il profilo fisico-chimico, igienico ed organolettico;

  • individuare esigenze locali per il miglioramento dell’ambiente mediante controlli con opportuni indicatori e intervenire nella protezione dei suoli e delle strutture paesaggistiche, a sostegno degli insediamenti e della vita rurale;

  • intervenire nel settore della trasformazione dei prodotti attivando processi tecnologici e biotecnologici per ottenere qualità ed economicità dei risultati e gestire, inoltre, il corretto smaltimento e riutilizzazione dei reflui e dei residui;

  • controllare con i metodi contabili ed economici le predette attività, redigendo documenti contabili, preventivi e consuntivi, rilevando indici di efficienza ed emettendo giudizi di convenienza;

  • esprimere giudizi di valore su beni, diritti e servizi;

  • effettuare operazioni catastali di rilievo e di conservazione; interpretare carte tematiche e collaborare in attività di gestione del territorio;

  • rilevare condizioni di disagio ambientale e progettare interventi a protezione delle zone di rischio;

  • collaborare nella gestione delle attività di promozione e commercializzazione dei prodotti agrari ed agroindustriali;

  • collaborare nella pianificazione delle attività aziendali facilitando riscontri di trasparenza e tracciabilità.

Nell’articolazione “Gestione dell’ambiente e del territorio” vengono approfondite le problematiche della conservazione e tutela del patrimonio ambientale, le tematiche collegate alle operazioni di estimo e al genio rurale.

Nell’articolazione “Produzioni e trasformazioni” vengono approfondite le problematiche collegate all’organizzazione delle produzioni animali e vegetali, alle trasformazioni e alla commercializzazione dei relativi prodotti, all’utilizzazione delle biotecnologie.

Nell’articolazione “Viticoltura ed enologia” vengono approfondite le problematiche collegate all’organizzazione specifica delle produzioni vitivinicole, alle trasformazioni e commercializzazione dei relativi prodotti, all’utilizzazione delle biotecnologie.

A conclusione del percorso quinquennale, il Diplomato nell’indirizzo “Agraria, Agroalimentare e Agroindustria” consegue i risultati di apprendimento, di seguito specificati in termini di competenze:

  1. Identificare e descrivere le caratteristiche significative dei contesti ambientali.

  2. Organizzare attività produttive ecocompatibili.

  3. Gestire attività produttive e trasformative, valorizzando gli aspetti qualitativi dei prodotti e assicurando tracciabilità e sicurezza.

  4. Rilevare contabilmente i capitali aziendali e la loro variazione nel corso degli esercizi produttivi; riscontrare i risultati attraverso bilanci aziendali ed indici di efficienza.

  5. Elaborare stime di valore, relazioni di analisi costi-benefici e di valutazione di impatto ambientale.

  6. Interpretare ed applicare le normative comunitarie, nazionali e regionali, relative alle attività agricole integrate.

  7. Intervenire nel rilievo topografico e nelle interpretazioni dei documenti riguardanti le situazioni ambientali e territoriali.

Realizzare attività promozionali per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari collegati alle caratteristiche territoriali, nonché della qualità dell’ambiente.

In relazione a ciascuna delle articolazioni le competenze di cui sopra sono sviluppate

coerentemente con la peculiarità del percorso di riferimento.

1.9 ARTICOLAZIONE DELL’AZIONE DIDATTICA NELLE SEDI

In tutte le sedi dell’Istituto la progettazione didattica sarà articolata per assi culturali e per competenze.

1.10 PROGETTARE PER COMPETENZE

I docenti, organizzati per discipline nell’ambito dei quattro Assi culturali (dei linguaggi, matematico, scientifico-tecnologico, storico-sociale) individuano i contenuti fondamentali intorno ai quali intendono organizzare l’intervento formativo articolato in Unità di Apprendimento (monodisciplinari / pluri- interdisciplinari)

Gli stessi individuano competenze chiave per la cittadinanza attiva, competenze relative al profilo in uscita e competenze disciplinari.

In particolare, i docenti di matematica e italiano delle classi del biennio, i docenti di italiano, matematica e inglese delle classi quinte, elaborano e pianificano, nell’ambito della progettazione disciplinare, strategie sistemiche e contenuti che perseguano l’obiettivo generale del miglioramento dei risultati nelle prove nazionali INVALSI.

Il curricolo a partire dall’anno scolastico 2020 è arricchito, secondo le disposizioni ministeriali, dall’insegnamento trasversale dell’Educazione Civica, il cui duplice obiettivo è quello di formare i giovani cittadini al senso di responsabilità e al rispetto reciproco e di promuovere lo sviluppo civico e il valore della memoria. L'insegnamento ruota intorno a tre nuclei tematici principali: LA COSTITUZIONE, il diritto (nazionale e internazionale), i valori della legalità e solidarietà; LO SVILUPPO SOSTENIBILE, l’educazione ambientale, la conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio; LA CITTADINANZA DIGITALE.

Il Consiglio di classe, sulla base delle UDA individuate nel curricolo di Istituto, elabora due unità pluridisciplinari, una per ogni quadrimestre, per l’insegnamento trasversale di Educazione Civica.

La progettazione didattica è implementata dalla Didattica Digitale Integrata utilizzata, in modalità complementare a quella in presenza, per video-lezioni, per attività di recupero degli apprendimenti, per percorsi di approfondimento disciplinari e interdisciplinari.

1.11 PROGETTAZIONE PER COMPETENZE NELLE CLASSI DEL BIENNIO

La progettazione viene articolata in modo da:

  1. consentire l’individuazione delle strategie più appropriate per l’interazione disciplinare, al fine di superare progressivamente la frammentazione dei saperi, fattore di disorientamento e di dispersione scolastica;

  2. permettere l’approfondimento degli aspetti fondanti i quattro assi culturali: dei linguaggi, matematico, scientifico-tecnologico, storico-sociale.

GLI ASSI CULTURALI

ASSE DEI LINGUAGGI:

Prevede come primo obiettivo la padronanza della lingua italiana, come capacità di gestire la comunicazione orale, di leggere, comprendere e interpretare testi di vario tipo e di produrre lavori scritti con molteplici finalità. Riguarda inoltre la conoscenza di almeno una lingua straniera; la capacità di fruire del patrimonio artistico e letterario; l’utilizzo delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione.

Competenze di base a conclusione dell’obbligo di istruzione

  • Padronanza della lingua italiana:

  • Padroneggiare gli strumenti espressivi ed argomentativi indispensabili per gestire l’interazione comunicativa verbale in vari contesti;

  • Leggere, comprendere ed interpretare testi scritti di vario tipo;

  • Produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti scopi comunicativi

  • Utilizzare una lingua straniera per i principali scopi comunicativi ed operativi

  • Utilizzare gli strumenti fondamentali per una fruizione consapevole del patrimonio artistico e letterario

  • Utilizzare e produrre testi multimediali

  • Essere consapevole dell’importanza che riveste la pratica dell’attività motoria - sportiva per il benessere individuale e collettivo

ASSE STORICO-SOCIALE

Riguarda la capacità di percepire gli eventi storici a livello locale, nazionale, europeo e mondiale, cogliendone le connessioni con i fenomeni sociali ed economici; l’esercizio della partecipazione responsabile alla vita sociale nel rispetto dei valori dell’inclusione e dell’integrazione.

Competenze di base a conclusione dell’obbligo di istruzione

  • Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una dimensione diacronica attraverso il confronto fra epoche e in una dimensione sincronica attraverso il confronto fra aree geografiche e culturali.

  • Collocare l’esperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco riconoscimento dei diritti garantiti dalla Costituzione, a tutela della persona, della collettività e dell’ambiente

  • Riconoscere le caratteristiche essenziali del sistema socio economico per orientarsi nel tessuto produttivo del proprio territorio.

ASSE MATEMATICO

Riguarda la capacità di utilizzare le tecniche e le procedure del calcolo aritmetico ed algebrico, di confrontare e analizzare figure geometriche, di individuare e risolvere problemi e di analizzare dati e interpretarli, sviluppando deduzioni e ragionamenti.

Competenze di base a conclusione dell’obbligo dell’istruzione

  • Utilizzare le tecniche e le procedure del calcolo aritmetico ed algebrico, rappresentandole anche sotto forma grafica.

  • Confrontare ed analizzare figure geometriche, individuando invarianti e relazioni.

  • Individuare le strategie appropriate per la soluzione di problemi

  • Analizzare dati e interpretarli sviluppando deduzioni e ragionamenti sugli stessi anche con l’ausilio di rappresentazioni grafiche, usando consapevolmente gli strumenti di calcolo e le potenzialità offerte da applicazioni specifiche di tipo informatico

ASSE SCIENTIFICO-TECNOLOGICO

Riguarda metodi, concetti e atteggiamenti indispensabili per porsi domande, osservare e comprendere il mondo naturale e quello delle attività umane e contribuire al loro sviluppo nel rispetto dell’ambiente e della persona. In questo campo assumono particolare rilievo l’apprendimento incentrato sull’esperienza e l’attività di laboratorio.





Competenze di base a conclusione dell’obbligo di istruzione

  • Osservare, descrivere ed analizzare fenomeni appartenenti alla realtà naturale e artificiale e riconoscere nelle sue varie forme i concetti di sistema e di complessità

  • Analizzare qualitativamente e quantitativamente fenomeni legati alle trasformazioni di energia a partire dall’esperienza

  • Essere consapevole delle potenzialità e dei limiti delle tecnologie nel contesto culturale e sociale in cui vengono applicate.

1.12 PROGETTAZIONE PER COMPETENZE NELLE CLASSI DEL SECONDO BIENNIO E QUINTO ANNO

La progettazione per competenze partendo dal presupposto che da un lato deve rispondere ai bisogni formativi degli studenti, dall’altro al profilo educativo, culturale e professionale è articolata in percorsi formativi (UDA) strutturati in modo che ogni docente preveda quale contributo può offrire la disciplina per lo sviluppo delle competenze di cittadinanza europea e di profilo professionale.

  • COMPETENZE CHIAVE PER L’APPRENDIMENTO PERMANENTE

Il Consiglio d’Europa ha adottato una nuova Raccomandazione sulle competenze chiave per l’apprendimento permanente che rinnova e sostituisce il precedente dispositivo del 2006. Il documento tiene conto da un lato delle profonde trasformazioni economiche, sociali e culturali degli ultimi anni, dall’altro della persistenza di gravi difficoltà nello sviluppo delle competenze di base dei più giovani. Emerge una crescente necessità di maggiori competenze imprenditoriali, sociali e civiche, ritenute indispensabili “per assicurare resilienza e capacità di adattarsi ai cambiamenti”.

La Raccomandazione testimonia una forte curvatura verso il valore della sostenibilità, evidenziando la necessità – per tutti i giovani – di partecipare ad una formazione che promuova stili di vita sostenibili, i diritti umani, la parità di genere, la solidarietà e l’inclusione, la cultura non violenta, la diversità culturale, il principio della cittadinanza globale. La Raccomandazione pone l’accento sul concetto di competenza, declinato come combinazione di “conoscenze, abilità e atteggiamenti”, in cui l’atteggiamento è definito quale “disposizione/mentalità per agire o reagire a idee, persone, situazioni”.

Competenza alfabetica funzionale:

La competenza alfabetica funzionale comprende l'abilità di comunicare in forma orale e scritta in tutta una serie di situazioni e di sorvegliare e adattare la propria comunicazione in funzione della situazione. Comprende anche la capacità di distinguere e utilizzare fonti di diverso tipo, di cercare, raccogliere ed elaborare informazioni, di usare ausili, di formulare ed esprimere argomentazioni in modo convincente e appropriato al contesto, sia oralmente sia per iscritto. Essa comprende il pensiero critico e la capacità di valutare informazioni e di servirsene.

Competenza multilinguistica:

La competenza multilinguistica richiede la conoscenza del vocabolario e della grammatica funzionale di lingue diverse e la consapevolezza dei principali tipi di interazione verbale e di registri linguistici. È importante la conoscenza delle convenzioni sociali, dell'aspetto culturale e della variabilità dei linguaggi.

Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria:

La competenza matematica è la capacità di sviluppare e applicare il pensiero e la comprensione matematici per risolvere una serie di problemi in situazioni quotidiane. La competenza in scienze si riferisce alla capacità di spiegare il mondo che ci circonda usando l'insieme delle conoscenze e delle metodologie, comprese l'osservazione e la sperimentazione, per identificare le problematiche e trarre conclusioni che siano basate su fatti empirici, e alla disponibilità a farlo. Le competenze in tecnologie e ingegneria sono applicazioni di tali conoscenze e metodologie per dare risposta ai desideri o ai bisogni avvertiti dagli esseri umani. La competenza in scienze, tecnologie e ingegneria implica la comprensione dei cambiamenti determinati dall'attività umana e della responsabilità individuale del cittadino.

Competenza digitale:

La competenza digitale presuppone l'interesse per le tecnologie digitali e il loro utilizzo con dimestichezza e spirito critico e responsabile per apprendere, lavorare e partecipare alla società. Essa comprende l'alfabetizzazione informatica e digitale, la comunicazione e la collaborazione, l'alfabetizzazione mediatica, la creazione di contenuti digitali e competenze relative alla cibersicurezza.

Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare:

La competenza personale, sociale e la capacità di imparare a imparare consiste nella capacità di riflettere su sé stessi, di gestire efficacemente il tempo e le informazioni, di lavorare con gli altri in maniera costruttiva, di mantenersi resilienti e di gestire il proprio apprendimento e la propria carriera. Comprende la capacità di far fronte all'incertezza e alla complessità, di imparare a imparare, di favorire il proprio benessere fisico ed emotivo, di mantenere la salute fisica e mentale.

Competenza in materia di cittadinanza:

La competenza in materia di cittadinanza si riferisce alla capacità di agire da cittadini responsabili e di partecipare pienamente alla vita civica e sociale, in base alla comprensione delle strutture e dei concetti sociali, economici, giuridici e politici oltre che dell'evoluzione a livello globale e della sostenibilità.

Competenza imprenditoriale:

La competenza imprenditoriale presuppone la consapevolezza che esistono opportunità e contesti diversi nei quali è possibile trasformare le idee in azioni nell'ambito di attività personali, sociali e professionali, e la comprensione di come tali opportunità si presentano. Le capacità imprenditoriali si fondano sulla creatività, che comprende immaginazione, pensiero strategico e risoluzione dei problemi, nonché riflessione critica e costruttiva in un contesto di innovazione e di processi creativi in evoluzione.

Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali:

La competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali richiede la conoscenza delle culture e delle espressioni locali, nazionali, regionali, europee e mondiali, comprese le loro lingue, il loro patrimonio espressivo e le loro tradizioni, e dei prodotti culturali, oltre alla comprensione di come tali espressioni possono influenzarsi a vicenda e avere effetti sulle idee dei singoli individui.

COMPETENZE PROFILO TECNICO PROFESSIONALE

Per l’elenco delle competenze di profilo Tecnico/Professionale si rimanda ai su indicati paragrafi 1.5, 1.8

1.13 PERCORSI DI QUALIFICA DI IeFP IN REGIME SUSSIDIARIO INTEGRATIVO

L’Istituto include nella propria offerta formativa la possibilità per i propri studenti frequentanti l’indirizzo IPSEOA / IPSASR di conseguire un attestato di Qualifica Professionale rilasciata dalla Regione Sicilia.

Tutti gli allievi alla fine del terzo anno potranno ottenere una qualifica Regionale secondo gli standard formativi definiti dalla Regione Sicilia.

Dall’anno scolastico 2020/2021 le figure di riferimento relative alle qualifiche professionali di cui al repertorio nazionale dell'offerta di istruzione e formazione professionale rilasciate al termine della classe terza, previo superamento di un esame sono:

  • Operatore della ristorazionePreparazione degli alimenti e allestimento piatti

  • Operatore della ristorazione: Allestimento sala e somministrazione piatti e bevande

  • Operatore ai servizi di promozione e accoglienza

  • Operatore agricolo: Coltivazione di piante erbacee, orticole e legnose in pieno campo e in serra.

STANDARD FORMATIVI MINIMI AREA TECNICO- PROFESSIONALE IN ESITO ALLA CLASSE TERZA

L'Operatore della ristorazione interviene, a livello esecutivo, nel processo della ristorazione con autonomia e responsabilità limitate a ciò che prevedono le procedure e le metodiche della sua operatività. La qualificazione nell'applicazione/utilizzo di metodologie di base, di strumenti e di informazioni gli consente di svolgere, a seconda dell'indirizzo, attività relative alla preparazione dei pasti e ai servizi di sala e di bar con competenze nella scelta, preparazione, conservazione e stoccaggio di materie prime e semilavorati, nella realizzazione di piatti semplici cucinati e allestiti, nel servizio di sala.







COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI RICORSIVE

OPERATORE DELLA RISTORAZIONE

L’ Operatore della ristorazione è in grado di:

  • Definire e pianificare fasi delle operazioni da compiere, nel rispetto della normativa sulla sicurezza, sulla base delle istruzioni ricevute, della documentazione di appoggio (schemi disegni procedure distinte materiali) e del sistema di relazioni.

  • Approntare, monitorare e curare la manutenzione ordinaria di strumenti, utensili, attrezzature e macchinari necessari alle diverse fasi di lavorazione/servizio sulla base della tipologia di materiali da impiegare, delle indicazioni/procedure previste, del risultato atteso.

  • Operare in sicurezza e nel rispetto delle norme di igiene e di salvaguardia ambientale, identificando e prevenendo situazioni di rischio per sé, per altri e per l’ambiente.

Competenze tecnico professionali comuni

  • Effettuare le operazioni di conservazione e stoccaggio di prodotti finiti, materie prime e semilavorati alimentari in conformità alle norme igienico-sanitarie.

Competenze tecnico professionali connotative l'indirizzo: Preparazione degli alimenti e allestimento piatti

  • Realizzare la preparazione di piatti del menù, secondo gli standard di qualità definiti e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie vigenti.

  • Preparare le materie prime e i semilavorati quali impasti, creme e fondi, da sottoporre alla successiva lavorazione, nel rispetto dei tempi assegnati e sulla base del piano di lavoro ricevuto.

Competenze tecnico professionali connotative l'indirizzo: Allestimento sala e somministrazione piatti e bevande

  • Preparare snack e piatti veloci da servire al bar, predisponendo ed abbinando le materie prime secondo le ricette e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie vigenti.

  • Servire in sala pasti e bevande nel rispetto delle norme igienico-sanitarie vigenti.

  • Somministrare bevande, gelati, snack, prodotti di caffetteria e pasticceria nel rispetto delle norme igienico-sanitarie vigenti.

OPERATORE AI SERVIZI DI PROMOZIONE E ACCOGLIENZA

L'Operatore ai servizi di promozione e accoglienza interviene, a livello esecutivo, nel processo di erogazione dei servizi di promozione ed accoglienza con autonomia e responsabilità limitate a ciò che prevedono le procedure e le metodiche della sua operatività. La qualificazione nell'applicazione ed utilizzo di metodologie di base, di strumenti e di informazioni consente di svolgere, attività relative alla accoglienza, informazione e promozione in rapporto alle esigenze del cliente.

COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI RICORSIVE

L’ Operatore ai servizi di promozione e accoglienza è in grado di:

  • Definire e pianificare fasi delle operazioni da compiere, nel rispetto della normativa sulla sicurezza, sulla base delle istruzioni ricevute, della documentazione di appoggio (schemi disegni procedure distinte materiali) e del sistema di relazioni.

  • Approntare, monitorare e curare la manutenzione ordinaria di strumenti, utensili, attrezzature e macchinari necessari alle diverse fasi di lavorazione/servizio sulla base della tipologia di materiali da impiegare, delle indicazioni/procedure previste, del risultato atteso.

  • Operare in sicurezza e nel rispetto delle norme di igiene e di salvaguardia ambientale, identificando e prevenendo situazioni di rischio per sé, per altri e per l’ambiente.

Competenze tecnico professionali connotative l'indirizzo

  • Acquisire ed archiviare informazioni sul prodotto/servizio offerto, secondo criteri dati di fruibilità e aggiornamento.

  • Evadere le pratiche amministrativo-contabili relative al prodotto/servizio offerto;

  • Effettuare procedure di prenotazione, check in e check out.

  • promuovere le opportunità ed i servizi turistici disponibili.

OPERATORE AGRICOLO

L’Operatore agricolo interviene, a livello esecutivo, nel processo lavorativo con autonomia e responsabilità limitate a ciò che prevedono le procedure e le metodiche della sua operatività. La qualificazione nell’applicazione/utilizzo di metodologie di base, di strumenti e di informazioni gli consente di svolgere le operazioni fondamentali relative, a seconda dell’indirizzo, all’allevamento di animali domestici, alle coltivazioni arboree, alle coltivazioni erbacee, all’orto/floricoltura, alla produzione vivaistica, alla cura e manutenzione del verde, alla silvicoltura e salvaguardia dell’ambiente.

COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI RICORSIVE

L’ Operatore agricolo è in grado di:

  • Definire e pianificare fasi delle operazioni da compiere, nel rispetto della normativa sulla sicurezza, sulla base delle istruzioni ricevute, della documentazione di appoggio (schemi disegni procedure distinte materiali) e del sistema di relazioni

  • Approntare, monitorare e curare la manutenzione ordinaria di strumenti, utensili, attrezzature e macchinari necessari alle diverse fasi di lavorazione/servizio sulla base della tipologia di materiali da impiegare, delle indicazioni/procedure previste, del risultato atteso

  • Operare in sicurezza e nel rispetto delle norme di igiene e di salvaguardia ambientale, identificando e prevenendo situazioni di rischio per sé, per altri e per l’ambiente.

Competenze tecnico professionali connotative l'indirizzo

  • eseguire le operazioni fondamentali attinenti alla coltivazione di piante arboree, erbacee, ortofloricole nel rispetto del consumatore e degli equilibri ambientali.

ESAME DI QUALIFICA IN REGIME DI SUSSIDIARIETÀ INTEGRATIVA

L’esame di qualifica si articola in due momenti:

  • FASE “A” – Prove strutturate relative ai 4 assi culturali;

  • FASE “B-EQF3” – Prove di indirizzo specifico.

FASE “A”

Fase “A 1”: Prove strutturate relative ai 4 assi culturali

Nel periodo precedente il termine delle lezioni, i docenti del corso, sulla base delle scelte didattiche operate durante il percorso formativo, sottopongono i candidati a prove semistrutturate pluridisciplinari di ammissione per l’accertamento delle competenze di base (con riferimento agli Assi Culturali) e Tecnico Professionali, al fine di verificare il conseguimento degli standard formativi previsti dal corso.

Fase “A 2”

Alle prove strutturate segue lo scrutinio che costituisce la prima fase di valutazione d’esame, in cui il Consiglio di Classe tiene in considerazione:

  1. gli esiti delle prove finali di ammissione;

  2. la frequenza di un numero di ore di attività non inferiore al 75% del monte ore annuale;

  3. il percorso formativo triennale dell’alunno;

  4. gli esiti delle attività di formazione in alternanza scuola-lavoro.

Fase “A 3”

Il Consiglio di Classe esprime un voto in decimi, per ciascun asse culturale, e un voto in centesimi per l’ammissione, e delibera con motivazione l’ammissione/non ammissione del candidato alla seconda fase della valutazione.

L’ammissione è deliberata a seguito della verifica dei seguenti elementi:

  1. frequenza di un numero di ore di attività non inferiore al 75% del monte ore annuale;

  2. Possesso della media di 6/10 nel profitto e nella valutazione del comportamento.

  • FASE “B- EQF3”

Fase 1- Prova d’indirizzo specifico

L’esame di qualifica costituisce la seconda fase della valutazione finale e tende a misurare, attraverso una PROVA D’INDIRIZZO SPECIFICO, l’acquisizione delle competenze proprie del profilo culturale in uscita.

La prova è finalizzata ad accertare le conoscenze, competenze e abilità professionali. Al candidato sarà richiesta la soluzione di un “caso pratico” professionale che si presenterà come un problema aperto e che gli consentirà di dimostrare abilità di decisione, di tipo progettuale o di scelta modulare e abilità di realizzazione pratica.

Fase 2 -Prova Orale

Partendo dalla proposta di un caso pratico di tipo professionale, il colloquio pluridisciplinare è finalizzato all’accertamento delle seguenti competenze:

  • Saper usare le conoscenze/competenze acquisite (possiede i nuclei concettuali fondamentali, sa analizzare nella sua complessità un progetto, un problema/una situazione tecnico-professionale ecc…)

  • Saper discutere su un problema concreto (sa motivare scelte e procedure ecc…)

  • Saper collegare ed integrare conoscenze (sa compiere collegamenti con problemi tecnico-professionali, processi produttivi, realtà aziendali, norme di settore ecc…)

  • Saper usare la lingua (utilizza il lessico di settore, sa esporre con chiarezza e coerenza logica, sa argomentare ecc…)

VALUTAZIONE DELL’ESAME

La prova d’esame è valutata in centesimi

LA COMMISSIONE

La Commissione d’esame si insedia a conclusione della “Fase A” dell’esame di qualifica ed è composta:

  1. da un esperto designato dall’Assessorato Regionale della Istruzione e della Formazione Professionale;

  2. da 2 docenti dell’area professionale designati dal Consiglio di Classe;

  3. da un esperto proveniente dal mondo del lavoro designato dal Dirigente Scolastico.

Capitolo 2 – METODOLOGIA VERIFICA E VALUTAZIONE

2.1 STRATEGIE METODOLOGICHE

Le strategie metodologiche sono orientate verso una didattica attiva (operatività concreta e cognitiva), individualizzata (semplificazione, riduzione, adeguamento dei contenuti per garantire i traguardi essenziali irrinunciabili) e personalizzata (momenti laboratoriali diversificati che valorizzino stili e modalità affettive e cognitive individuali), che si realizza attraverso l’utilizzo di modelli atti a sviluppare ambienti di apprendimento attivi, laboratoriali e cooperativi quali:

  • Lezione frontale: in apertura delle UA, per l’acquisizione da parte degli allievi di informazioni di carattere generale e per l’individuazione di eventuali ambiti di indagine e di approfondimento.

  • Braistorming e circle time: discussione scaturita dalle esigenze e dagli interessi degli allievi.

  • Problem posing: individuazione del problema.

  • Pproblem solving: formulazione d'ipotesi.

  • Peer education: formazione di gruppi di lavoro e operatività della verifica delle ipotesi e verifica dei risultati raggiunti.

  • Sollecitazione all’uso del metodo induttivo- deduttivo: per il potenziamento delle abilità logiche e di riflessione sui contenuti.

  • Applicazione delle competenze acquisite mediante sistematiche esercitazioni: sia in gruppo sia individuali.

  • Adozione della metodologia iconica (disegno, immagini, audiovisivi);

  • Adozione della forma verbale (lezione ex cathedra, conversazione, interviste, lettura, audizione).

  • Adozione della forma grafica (relazione scritta, questionari, cronaca, composizione, rielaborazione).

  • Adozione di strategie tecnologiche e dotazioni informatiche (collegamenti con la piattaforma nazionale e-learning object).

  • E-learning: apprendimento attraverso le tecnologie   multimediali.

La definizione di comportamenti comuni da parte dei docenti del Consiglio di Classe consente di ottenere migliori risultati nel processo di insegnamento/apprendimento, in quanto il comportamento del docente suscita negli allievi particolari esperienze socio-emotive di significato promozionale o ostacolante.

Pertanto si propone che tutti i docenti assumano i seguenti comportamenti:

  • mantenere la massima trasparenza nella progettazione e nei criteri di valutazione (il docente deve rendere sempre partecipe l'alunno di quel che egli sta facendo e di come valuta il lavoro);

  • favorire la partecipazione attiva degli alunni ed incoraggiarne la fiducia per le proprie possibilità, rispettando la specificità individuale del modo di apprendere;

  • non demonizzare l'errore, ma accettarlo ed utilizzarlo per modificare i comportamenti dell'allievo;

  • utilizzare metodologie e strumenti diversi e funzionali alle competenze da raggiungere;

  • creare condizioni favorevoli per apprendimenti autonomi e ciò in particolar modo per gli studenti adulti;

  • correggere gli elaborati scritti con rapidità in modo da utilizzare la correzione come metodo formativo;

  • favorire l'autovalutazione;

  • esigere puntualità nell'esecuzione dei compiti;

  • pretendere rispetto nei confronti delle persone che lavorano per e nella scuola (insegnanti, personale addetto alla segreteria, bidelli, ecc.), dell'ambiente esterno e dei beni comuni (attrezzature, suppellettili, ecc.)

2.2 VERIFICHE E VALUTAZIONE

Accertamento e valutazione sono due termini che, a volte, vengono confusi nella stessa operazione. L'atto dell'accertare (verifica), che si effettua mediante determinati strumenti (tecnica dell'osservazione sistematica), è un atto di conoscenza che precede ogni espressione di giudizio relativo a quanto accertato. L'atto del valutare, invece, segue l'atto dell'accertare e consiste nel leggere i risultati accertati e giudicarli in funzione di criteri prefissati e strettamente collegati allo scopo per cui si accerta e si valuta.

È bene sottolineare che, la valutazione, nel nostro Istituto, non tiene conto solo del risultato nello studio in ogni singola disciplina, ma anche del progressivo sviluppo della personalità e delle competenze via via acquisite sui vari piani: cognitivo, valutativo, decisionale, operativo, relazionale, etc.

2.3 PROVE DI INGRESSO

Momento fondamentale della progettazione didattica disciplinare è l’analisi della classe volta alla conoscenza delle abilità e competenze possedute dagli allievi.

Prima dell’avvio dell’anno scolastico i Dipartimenti disciplinari predisporranno prove di ingresso comuni, con l’obiettivo di pervenire alla valutazione dei pre-requisiti e dei livelli di partenza degli studenti e affinché ciascun docente possa attivare strategie più adeguate per l’eventuale recupero delle lacune di base e impostare in modo costruttivo la progettazione disciplinare da sviluppare nell’anno scolastico in corso.

È sottinteso infatti che il processo di insegnamento/apprendimento preveda necessariamente il possesso da parte degli allievi di conoscenze e abilità minime che consentano loro di seguire efficacemente il percorso didattico.

2.4 VERIFICA E TIPOLOGIE DELLE PROVE

Durante lo svolgimento di una Unità di Apprendimento è opportuno verificare frequentemente i livelli di apprendimento (verifiche formative/verifiche non fiscali non soggette a voto), che permettano ove necessario, di riprendere l'argomento e di trattarlo con strategie diverse al fine di migliorare l'apprendimento dell'allievo. Dopo ogni Unità di Apprendimento si predisporranno prove scritte di diversa tipologia e/o orali modulandole per difficoltà e complessità.

A novembre e a maggio verranno predisposte delle prove oggettive comuni da somministrare in tutte le classi dell’Istituto.

Le prove comuni intermedie avranno valore diagnostico e regolativo e quindi atte a:

  • verificare specifiche difficoltà nell’apprendimento degli alunni e costruire mirate procedure di recupero;

  • fornire feedback allo studente per autovalutarsi e al docente per modificare la propria azione didattica.

Le prove comuni finali serviranno a definire i progressi raggiunti dagli allievi e ad attestare i livelli di competenza.

2.5 VALUTAZIONE

La valutazione è un processo sistematico e continuo che si fonda su criteri ed è elaborata collegialmente. Misura le prestazioni dell’alunno, l’efficacia degli insegnamenti e la qualità dell’offerta formativa, e fornisce le basi per un giudizio di valore che consente di prendere migliori decisioni sul piano pedagogico (valutazione diagnostica e valutazione formativa) e sul piano sociale (valutazione sommativa che è certificativo-comunicativa).

La valutazione formativa o continua si configura come un monitoraggio dei processi di apprendimento ed ha una funzione regolativa dell’attività educativa e didattica, sia da parte del docente, che da parte dell’alunno.

La valutazione è effettuata dai docenti nell’esercizio della propria autonomia professionale, in coerenza con:

  • quanto disposto dal D. Lgs. 62/2017 relativamente alla valutazione degli apprendimenti e delle competenze degli studenti (secondo lo schema degli indicatori di qualità del prodotto, degli indicatori di processo, degli indicatori connessi alle competenze metacognitive);

  • l’offerta formativa dell’Istituto;

  • la personalizzazione dei percorsi;

  • le Linee guida di cui al decreto n. 88/2010;

  • i criteri e le modalità definiti dal Collegio dei Docenti, che devono essere inseriti nel piano triennale dell’offerta formativa e condivisi con gli studenti e le famiglie.

La valutazione è uno strumento di feedback, di autoregolazione e base indispensabile per il miglioramento.

Ai sensi del D.P.R. 80/2013 alla valutazione degli apprendimenti si affiancano:

1) l’autovalutazione dell’Istituto (in termini di risultati a breve termine e ricadute a lungo termine, processi didattici e organizzativi, strategie inclusive) che si concretizza nella predisposizione dell’annuale Rapporto di Autovalutazione d’Istituto e del Piano Triennale di Miglioramento, parte integrante del PTOF;

2) la valutazione esterna dell’Istituto ad opera dei Nuclei Esterni di Valutazione;

3) la rendicontazione sociale, che consiste nella pubblicazione e diffusione dei risultati raggiunti – attraverso indicatori e dati comparabili - sia in una dimensione di trasparenza sia in una dimensione di condivisione e promozione al miglioramento del servizio con la comunità di appartenenza.

2.6 MODALITA’ DI VALUTAZIONE

In sede di valutazione infraquadrimestrale, quadrimestrale e finale si adotteranno apposite griglie di valutazione in allegato al presente documento.

I voti si assegnano, su proposta dei singoli insegnanti, in base ad un giudizio brevemente motivato desunto da un congruo numero di verifiche orali, scritte, pratiche o grafiche, delle consegne eseguite a casa o a scuola, corrette e classificate durante i trimestri. In ogni caso bisognerà rendere consapevole l’alunno che per verifica si intende lo strumento atto a misurare performance, sia parziale che globale.

Pertanto saranno elementi utili ad esprimere la valutazione quadrimestrale e finale gli interventi in classe, la partecipazione alle attività in classe e la progressione di apprendimento. Se non vi è dissenso, i voti in tal modo proposti si intendono approvati; altrimenti le deliberazioni sono adottate a maggioranza, e, in caso di parità, prevale il voto del Presidente.

2.7 AZIONI DI RECUPERO

In applicazione del Decreto Ministeriale n° 80 del 3.10.2007 e della successiva Ordinanza Ministeriale n° 92 del 5.11.2007 che dettano le disposizioni sulle attività di sostegno e di recupero e sugli interventi didattico-educativi per gli studenti, il Collegio dei Docenti si impegna ad attivare un piano di azioni finalizzate a “prevenire l’insuccesso scolastico” e al “recupero delle carenze” rilevate sia dopo la somministrazione dei test d’ingresso, sia nel corso dello svolgimento delle Unità di apprendimento.

L’attività di recupero coinvolge l'intero Consiglio di Classe, il quale programma ed attua gli interventi procedendo ad una attenta analisi dei bisogni formativi di ciascuno studente e della natura delle difficoltà nell’apprendimento delle varie discipline. Il Consiglio di classe al fine di garantire ad ogni alunno il pieno sviluppo delle potenzialità individuali e il successo scolastico, orienterà l’azione didattica a:

  • sviluppare nello studente un atteggiamento di fiducia sulle possibilità di inserirsi efficacemente nel processo di apprendimento (recupero motivazionale);

  • potenziare le tecniche e le abilità di studio per favorire negli studenti l’acquisizione di un efficace metodo di studio affinché possano “imparare ad imparare” (recupero metodologico trasversale);

  • individuare le specifiche debolezze /lacune e rimuoverle con interventi mirati (recupero disciplinare);

  • semplificare, ridurre e adeguare i contenuti di ciascuna disciplina per garantire i traguardi essenziali irrinunciabili (recupero disciplinare).

Ritenendo che l’attività di recupero debba essere considerata parte integrante del processo formativo piuttosto che misura straordinaria, l’istituto prevede azioni da realizzare nel corso dell’anno scolastico e nello specifico:

  • attività di sostegno o recupero in itinere

  • interventi individualizzati 

  • pausa didattica

  • IDEI

Di seguito si riportano i periodi delle attività di recupero e potenziamento approvati in seno al Collegio dei docenti:

  • Attività di recupero e potenziamento in riferimento alla personalizzazione del PFI in orario curricolare: 10 febbraio – 24 febbraio (classi IPSEOA/IPSASR)

  • Attività di recupero e/o potenziamento in orario curricolare: 10 febbraio – 24 febbraio (classi ITAAA)

  • Verifiche formali sul recupero del debito formativo 1° appello: 27 febbraio - 04 marzo

  • Verifiche formali sul recupero del debito formativo 2° appello: 27 - 31 marzo

  • Corsi di recupero estivo per eventuali azioni correttive del PFI: 26 giugno -14 luglio

  • Corsi di recupero per eventuali alunni con debito formativo e con giudizio sospeso: 26 giugno -14 luglio